Crypta Castagnara

La Nostra Storia

In una porzione di Terra d’Irpinia sorge l’Azienda Agricola Sergio Spiniello, specializzata nella produzione di vini campani di eccellenza. Le sue proprietà dominano l’intero territorio del Greco di Tufo da un lato e quello del Fiano di Avellino dall’altro. L’azienda commercializza i propri vini col marchio Crypta Castagnara Cantine.

La cantina della famiglia Spiniello sorge su di una verde altura, in un territorio particolarmente vocato ai vini di produzione Fiano e Aglianico. L’Azienda Agricola coltiva direttamente 15Ha di vigneti ubicati nei comuni di Grottolella (provincia di Avellino) e Altavilla Irpina, siti ottimali per ottenere uve pregiate e vini campani di alta qualità.

La filosofia di famiglia è che, “ il vino buono lo fa in primis la vigna” ed è per questo che da generazioni, con sapienza ed esperienza, lavora solo le migliori uve provenienti da particolari territori. Dalla lavorazione di queste uve ottiene vini rossi e vini bianchi unici per carattere e sensazioni, come il Taurasi Docgvino campano nobile per eccellenza vinificato in purezza 100% Vitigno Aglianico, il prestigioso Fiano di Avellino Docg e il Greco di Tufo Docg.

L’Irpinia è una terra di mezzo tra il Tirreno e l’Adriatico. La concomitanza di fattori ambientali e climatici favorevoli rendono il territorio irpino particolarmente predisposto alla coltura di uve da vini pregiatiTaurasi DocgFiano di Avellino DocgGreco di Tufo Docg.

Nel cuore dell’Irpinia, in posizione panoramica, a 600 s.l.m, sorge l’Antico Agro di Crypta Castagnara, odierno comune di Grottolella.

Ubicato a 9 km da Avellino centro, a 18 km da Benevento e a ridosso della strada “dei due principati”, il comune di Grottolella gode di una posizione territoriale privilegiata, dove la coltivazione della vite è sempre stata molto fiorente. “L’aglianichiello di Grottolella” è un’uva della varietà aglianico, dal grappolo spargolo e dall’acino piccolo e sferico.

Dall’800 sino alla metà del 900 ha alimentato un florido commercio con il nord Italia e la Francia.

Vitigni

Il vitigno Aglianico è considerato il più importante vitigno a bacca nera del sud Italia, ha una storia millenaria ed è stato molto apprezzato nell’antica Roma.

Gli articoli della presenza di questo vitigno in Italia sono stati scritti ad opera dei Greci. Le notizie più coerenti suggeriscono che fu introdotto nel 700 a.C. dai Pelasgi, (popolo nativo della Grecia).

Originariamente chiamato Elleanico, divenne in seguito ellenico, fino a diventare Aglianico come lo conosciamo oggi.

Il vitigno Aglianico trova la sua massima espressione in Basilicata e in Campania, nei territori del Vulture e dell’Irpinia, che offrono condizioni pedoclimatiche ottimali.

Il vitigno Aglianico teme le alte temperature estive che in questi territori (Irpinia-Vulture) è facilmente compensato dall’altitudine delle piante, presenti su colline medio/alte.

Il periodo di raccolta è tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ha un vigore medio e una produttività costante, le bacche sono piccole e sferiche, è utilizzato per la vinificazione e offre la massima espressione di purezza.

vini Irpinia ottenuti dal vitigno Aglianico hanno un eccellente livello qualitativo, ricordiamo tra questi 2 dei più noti: il prestigioso Taurasi Docg che riposa tre anni di cui 12 mesi in botti di rovere, e il Riserva Taurasi che deve riposare 4 anni, di cui 18 mesi in botti di rovere.

L’eccellente Irpinia Aglianico Doc è un vino che può essere vinificato in puro vitigno Aglianico, o con l’aggiunta del 15% di altre varietà.  Dal punto di vista disciplinare, la vinificazione e il periodo di invecchiamento del vino rimangono scelte soggettive della cantina.

Vitigno Greco di Tufo

Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano.

Il vitigno Greco di Tufo è senza dubbio il più antico dell’avellinese. Questo vitigno, infatti, fu importato dalla regione greca della Tessaglia dai Pelagi.

La conferma dell’origine millenaria di questa vite è data dal ritrovamento a Pompei di un affresco risalente al I secolo a.C. dove si menziona esplicitamente il “vino Greco”.

La coltivazione del vitigno Greco fu diffusa all’inizio sulle pendici del Vesuvio e successivamente in altre zone della in provincia di Avellino, dove prese il nome di Greco di Tufo.

Il Greco di Tufo è un vino che beneficia della menzione Docg. Come tale è prodotto in otto Comuni della provincia di Avellino.

È uno tra i pochi bianchi in Italia che si presta all’invecchiamento.

Zona di produzione del Greco di Tufo sono i comuni in provincia di Avellino:

Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

Vitigno Falanghina

Il vitigno Falanghina deriva dagli antichi ceppi-balcanici e l’etimologia del suo nome si pensa derivi dal termine «falanga», palo, utilizzato per appoggiare ceppi di vite.

Il vitigno Falanghina era quasi stato abbandonato durante i secoli, poi, essendo uno dei pochi vitigni non attaccati dalla fillossera, è stato rivalutato e riscoperto nel corso del tempo.

Le zone a maggiore vocazione sono il Sannio Beneventano i Campi Flegrei e la zona del Casertano.

Il vitigno Falanghina rappresenta il vitigno base di molti vini di pregio della regione Campania ed è utilizzato anche per la produzione di vini spumanti a denominazione di origine controllata (Solopaca, Guardiolo, Sannio e Taburno).

La riscoperta della Falanghina e la sua successiva diffusione in provincia di Benevento, inizia negli anni ’70 nella zona di Sant’Agata dei Goti. Una delle migliori qualità di questa uva è che, qualunque sia la zona dove viene coltivata, il vino che ne deriva conserva intatte le sue caratteristiche organolettiche.

La Falanghina è un vino di successo perché si esprime in maniera pregevole, anche attraverso la versione spumante e la versione passito dolce.

La Falanghina in Campania rappresenta oggi il più diffuso vitigno a bacca bianca presente in quasi tutte le Dop e Igp della regione.

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