Le Bollicine Italiane

Le Bollicine Italiane

Le Bollicine Italiane

Nel 2018 le cantine di bollicine italiane hanno superato per la prima volta quelle francesi nello Champagne & SparKling Wine World Championships, il più importante campionato mondiale riservato ai vini spumante.

Nonostante questo recente exploit, la capacità italiana nel produrre spumante è sempre stata riconosciuta, tanto da dare il nome al metodo “italiano”, sinonimo di “Charmat”.

Spumante, la storia

Lo spumante viene introdotto in Italia nel 1865, utilizzando l’uva proveniente dai vitigni francesi del Pinot Nero. Gli italiani decidono di eliminare la presenza degli sciroppi, che avevano avuto fortuna oltre il confine, ottenendo un prodotto di qualità superiore, poiché riusciva a esaltare il sapore autentico dell’uva. Quest’ultimo veniva, e viene tutt’ora, impreziosito dall’anidrite carbonica contenuta nella bottiglia, che aumenta acidità e sapidità e provoca la fuoriuscita della spuma, e quindi delle bollicine, allo stappo.

Ormai la crescente popolarità del prodotto ha spinto un gran numero di viticoltori a cimentarsi nella produzione di spumanti su tutto il territorio italiano, facendo in modo che alle grandi compagnie e ai vitigni maggiori si potessero affiancare realtà minori, tradizionali e familiari, in grado di sperimentare con i loro prodotti, e non per questo meno interessanti. Eppure, non tutte le uve sono adatte alla produzione di spumante, ma il territorio italiano presenta caratteristiche ideali per la coltivazione di vitigni da cui ricavare grappoli per i vini base, grazie ai suoi dolci colli e al clima mite, individuando terroir unici.

La doppia fermentazione

In particolare, le bollicine italiane più apprezzate derivano da una produzione che si avvale del Metodo Classico, la controparte italiana del Méthode Champenoise. Questa procedura prevede una seconda fermentazione, che avviene direttamente all’interno della bottiglia e causa l’aumento della pressione -quindi la presenza delle caratteristiche bollicine- e la formazione di lieviti. La prolungata esposizione a quest’ultimi genera i profumi caratteristici dei vini spumante, come l’odore vanigliato o di pane.

Il metodo italiano

Il metodo preferito in commercio, invece, è lo Charmat, o “metodo italiano”, da cui deriva la gran parte dei prosecchi. In questo caso, la fermentazione avviene in autoclave e dura di meno, per cui i lieviti influiscono in misura minore sulle caratteristiche olfattive del prodotto. Contemporaneamente, però, lo spumante risulta più leggero e fresco.

In fin dei conti, qualunque sia il proprio gusto personale, che si preferisca un gusto più fresco, frizzante, dolce o secco, le bollicine italiane, con la loro varietà, non deludono mai.

Vi consigliamo di provare queste bollicine italiane che hanno un perlage fine e permanente: Prosecco Brut Millesimato, Prosecco Extra Dry, Prosecco Rosè Extra Dry, Prosecco Biologico brut, Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Brut, Valdobbiadene Prosecco Superior Brut, Valdobbiadene Prosecco Superior Extra Dry